Toscana

Nel cuore degli amanti del vino
Fattoria Aldobrandesca
Immersi nel selvaggio paesaggio a sud della Maremma crescono rigogliosi i vitigni della famiglia viticoltrice Antinori.
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Marchesi Antinori
La dinastia del vino fiorentino: il lavoro di oltre 26 generazioni premiate con grandi successi. E la storia non è ancora finita…
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I prelibati vini della Toscana sono conosciuti e amati in tutto il mondo.
Non abbiamo tutti una storia d’amore con la Toscana? Snelli cipressi su colline ondulate, vigneti e accoglienti uliveti, borghi medievali dove la vita si svolge nell'osteria. In più ci sono città del calibro di Firenze, con i suoi capolavori come il Davide di Michelangelo, o Siena, palcoscenico del famoso Palio. Il tutto a un passo dal Mar Mediterraneo. Non c’è da stupirsi che i turisti, che scoprirono questa meta immancabile a partire dagli anni ‘60, hanno sempre trovato il modo per portarsi a casa almeno un assaggio della sua bellezza: quasi nessuno se ne è mai andato senza una bottiglia di Chianti in valigia. Motivo per il quale la Toscana ha preceduto le altre regioni italiane in termini di fama all’estero.
Sangiovese: il re
Questa regione dell’Italia centrale vanta quasi 65.000 ettari di viti. Il Chianti è ancora una star indiscussa: ma bisogna saper distinguere l’oro dalla paglia. Gli intenditori apprezzano la qualità costante e l’eleganza senza tempo del Chianti Classico, prodotto con le uve delle colline nel cuore della zona del Chianti. La ricetta per questo vino esiste già da quasi 150 anni, scritta nel 1872 dal Barone e viticoltore Bettino Ricasoli nella sua «Formula del Chianti». La ricetta vuole che le uve di Sangiovese siano le protagoniste, con il 70 percento, da completare poi con il più delicato Canaiolo e la Malvasia bianca per più piacevolezza. Oggi non si utilizzano più le uve bianche, ma al loro posto sono autorizzate piccole quantità di varietà straniere come Cabernet Sauvignon o Merlot. A caratterizzare il sapore di questo vino rimane comunque il Sangiovese.
In generale il Sangiovese è la varietà predominante in Toscana. È sempre lui a dare al Vino Nobile di Montepulciano il suo tocco unico, rendendolo molto simile al Chianti nella composizione. Ambito quanto costoso è il Brunello di Montalcino. Nei pressi del luogo che porta lo stesso nome, avvolto in un microclima particolarmente caldo, al palato risulta corposo e concentrato. Deve essere composto al 100 percento da Sangiovese, regola che nel passato non è stata sempre rispettata e che ha anche provocato un grosso scandalo nel 2008.
La rivoluzione dei Supertuscan
Ma non ovunque il Sangiovese è trattato come un re. In Maremma, una zona estesa sulla costa sud della Toscana, le uve francesi la fanno da padrone. E da ben oltre 70 anni. Nel 1944, il Marchese Mario Incisa della Rocchetta piantò nel paesino di Bolgheri una parcella di prova di varietà francesi, ovvero, Cabernet Sauvignon e Cabernet franc. All’inizio il risultato fu un vino da tavola per la famiglia. Ma poi nel 1968 arrivò sul mercato un vino rivoluzionario chiamato Sassicaia. Presto divenne un fenomeno. In seguito sono stati in tanti ad imitare il Marchese, ad esempio la nobile famiglia fiorentina Antinori prima con il Tignanello e poi con l’Ornellaia, che oggi sono sotto l’egida dei Marchesi de’ Frescobaldi. Poiché questo nuovo stile non era previsto nei regolamenti ufficiali, per molto tempo questi vini eccellenti sono stati venduti come Vino da Tavola. Presto furono rinominati «Supertoscani» o «Supertuscan». Oggi sono tra le bottiglie più preziose e costose che il panorama vinicolo italiano abbia da offrire.
Semplici prelibatezze
Nonostante la fama dei grandi rossi, sarebbe un peccato dimenticarsi dei bianchi toscani, ad esempio la florealeVernaccia di San Gimignano con il suo tipico odore di mandorle, e il dolce Vin Santo, un match goloso con i croccanti Cantucci. A proposito di cucina, la Toscana si distingue per le sue prelibatezze dalla tradizione semplice. La medaglia d’oro va sicuramente alla Bistecca alla fiorentina, succulenta carne Chianina di vitello grigliata al punto giusto e da gustare con un giro d’olio d’oliva a crudo. Dalla carne dei maiali di Cinta Senese, che vivono nei boschi nei dintorni di Siena, vengono invece preparate delle saporite salsicce. E anche una semplice zuppa di fagioli, la Ribollita, o un’insalata di pane, la Panzanella, qui sono delle vere specialità.
docg della Toscana
Brunello di Montalcino, Carmignano, Chianti, Chianti classico, Elba Aleatico Passito, Montecucco Sangiovese, Morellino di Scansano, Suvereto, Val di Cornia Rosso, Vernaccia di San Gimignano, Vino Nobile di Montepulciano
doc della Toscana
Ansonica Costa dell’Argentario, Barco Reale di Carmignano, Bianco dell’Empolese, Bianco di Pitigliano, Bolgheri, Bolgheri Sassicaia, Candia dei Colli Apuani, Capalbio, Colli dell’Etruria Centrale, Colli di Luni, Colline Lucchesi, Cortona, Elba, Grance Senesi, Maremma Toscana, Montecarlo, Montecucco, Monteregio di Massa Marittima, Montescudaio, Moscadello di Montalcino, Orcia, Parrina, Pomino, Rosso di Montalcino, Rosso di Montepulciano, San Gimignano, San Torpè, Sant’Antimo, Sovana, Terratico di Bibbona, Terre di Casole, Terre di Pisa, Val d’Arbia, Val d’Arno di Sopra, Val di Cornia, Valdichiana Toscana, Valdinievole, Vin Santo del Chianti, Vin Santo del Chianti Classico, Vin Santo di Carmignano, Vin Santo di Montepulciano
I principali produttori
Marchesi Antinori, Badia a Passignano – Marchesi Antinori, Tenuta Guado al Tasso – Marchesi Antinori, Pèppoli – Marchesi Antinori, Pian delle Vigne – Marchesi Antinori, Tenuta Tignanello – Marchesi Antinori, Biondi Santi, Boscarelli, Banfi, Bindella – Tenuta Vallocaia, Tenuta di Biserno, Conti Costanti, La Braccesca, Le Mortelle, Masseto, Montenidoli, Tenuta del Nicchio, Ornellaia, Podere Poggio Scalette, Poggio Antico, Poliziano, Siro Pacenti, Tenuta San Guido, Tenute Nardi, Tua Rita, Sancaba - Vini Franchetti, Santa Cristina, Teruzzi, Valdipiatta