Piemonte

Il Piemonte e i suoi amatissimi vini
Spesso sinonimo di Barolo e Barbaresco, la regione del Piemonte ha molto altro ancora da offrire.
L’Italia in genere è considerata una meta estiva: ma non il Piemonte. Il suo fascino selvaggio, con la sua natura ricca e rigogliosa, raggiunge il massimo in autunno, quando le coline boscose si vestono di giallo, rosso, arancione e marrone e grossi banchi di nebbia abbracciano il paesaggio. Questa regione «ai piedi dei monti», come suggerisce l’etimologia del nome, si trova a nordovest dell’Italia, al confine con la Francia e la Svizzera. A lungo è stata parte del Regno di Savoia e ancora oggi i piemontesi parlano un dialetto che ricorda molto il francese.
Le delicate uve Nebbiolo
Anche solo nominare il Piemonte suscita emozioni forti negli amanti del vino. Lì, più precisamente nelle Langhe, una serie di colline tra la pianura del Po e le Alpi, si trova la patria del Barolo e del Barbaresco, due creazioni vinicole tra le più desiderate al mondo. Entrambe vengono prodotte dalle delicate uve Nebbiolo, che deve il suo nome al sottile strato bianco che si forma sui frutti maturi, che appunto ricorda una sorta di «nebbia». Barolo e Barbaresco non sono affatto vini compiacenti. Quando sono giovani mettono alla prova le papille gustative con una forte acidità e tannicità, risultando taglienti e poco accessibili. Ma dopo l’affinamento! Il loro sviluppo conquista il naso con sentori di violetta e rose, pece e tartufo. Ci vuole solo pazienza.
Perle frizzanti
Per fortuna sui 50.000 ettari di vitigni piemontesi vengono prodotti anche vini che aiutano a ingannare l’attesa. Due vini rossi particolarmente beverini sono il vivace Barbera e il fruttato Dolcetto. Tra i bianchi spiccano il Cortese di Gavi, molto minerale, e il vellutato Roero Arneis. Cortese e Arneis sono i nomi dei vitigni, Gavi e Roero le città, o meglio le zone di produzione, dalle quali provengono.
Per concludere, il Piemonte riserva ancora un paio di perle per gli amanti delle bollicine. Dall’uva Freisa i viticoltori creano dei sorprendenti rossi frizzanti. E anche il Moscato d’Asti leggero e frizzante, a base di Moscatella a bacca bianca, è una vera scoperta che da essere un prodotto di massa oggi si è elevato con una certa eleganza.
La patria dello slow food
Il Piemonte ha molto da offrire ai turisti, ad esempio i meravigliosi palazzi dal capoluogo, Torino, oppure l’Isola Bella con i suoi giardini barocchi sul Lago Maggiore, per nominare solo alcune delle attrazioni principali. Ma diciamoci la verità: più che altro si viene in Piemonte per mangiare. I rari - e costosi - tartufi bianchi di Alba, il cioccolato gianduia di Torino che si scioglie in bocca, il gorgonzola e i tanto amati bastoncini di pane, ovvero i grissini: tutte queste specialità vengono proprio dal Piemonte. Il concetto di slow food è nato proprio qui, ed è sempre qui, nel paesino di Ormegna, che il produttore di utensili da cucina, Giovanni Alessi, ha fondato nel 1921 quello che oggi è un impero di fama mondiale. Non meno conosciuta l’azienda Ferrero. Ha conquistato il mondo con i suoi tartufi dolci e la «ciliegia piemontese» costituisce il cuore dei famosi «Mon Chéri».
docg del Piemonte
Alta Langa, Asti, Barbaresco, Barbera d’Asti, Barbera del Monferrato superiore, Barolo, Brachetto d’Acqui, Dolcetto di Diano d’Alba, Dolcetto di Dogliani, Dolcetto di Ovada Superiore, Erbaluce di Caluso, Gattinara, Gavi, Ghemme, Roero, Ruchè di Castagnole Monferrato
doc del Piemonte
Alba, Albugnano, Barbera d’Alba, Barbera del Monferrato, Boca, Bramaterra, Calosso, Canavese, Carema, Cisterna d’Asti, Colli Tortonesi, Collina Torinese, Colline Novaresi, Colline Saluzzesi, Cortese dell’Alto Monferrato, Coste della Sesia, Dolcetto d’Acqui, Dolcetto d’Alba, Dolcetto d’Asti, Dolcetto di Ovada, Fara, Freisa d’Asti, Freisa di Chieri, Gabiano, Grignolino del Monferrato Casalese, Grignolino d’Asti, Langhe, Lessona, Loazzolo, Malvasia di Casorzo d’Asti, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato, Nebbiolo d’Alba, Piemonte, Pinerolese, Rubino di Cantavenna, Sizzano, Strevi, Terre Alfieri, Valli Ossolane, Valsusa, Verduno Pelaverga
I principali produttori
Aldo Conterno, Banfi, Batasiolo, Braida, Bruno Giacosa, Conterno-Fantino, Domenico Clerico, Elio Altare, Elio Grasso, Fontanafredda, Gaja, Gancia, Giacomo Conterno, Giuseppe Mascarello e Figli, Franco M. Martinetti, Parusso, Poderi Colla, Produttori del Barbaresco, Prunotto, Roberto Voerzio, Sandrone, Vajra, Vietti